1. I numeri ufficiali: pochi, parziali, insufficienti
Secondo il Rapporto Professioni Infermieristiche 2025, nel 2023 risultano:
1.386 laureati magistrali (LM) in Scienze Infermieristiche (circa il 2–3% dell’intera popolazione infermieristica italiana). Un numero reale, verificabile, ma che non dice nulla sul loro destino professionale.
Dall’altra parte, il Conto Economico 2022 del Ministero della Salute riporta:
691 dirigenti delle professioni sanitarie nel SSN (285 livello U, 406 livello D).
Questo dato, però, non distingue tra infermieri, tecnici, fisioterapisti, ostetriche e altre professioni sanitarie. È un contenitore unico, che impedisce di capire quanti dirigenti siano effettivamente infermieristici.
E soprattutto:
Non esiste un dato ufficiale che indichi quanti siano i Direttori delle Professioni Infermieristiche nel SSN. Le stime più credibili parlano di “qualche centinaio”, certamente meno dei 691 dirigenti totali. Ma nessuna fonte istituzionale pubblica un numero preciso.
2. Il problema non è la mancanza di dati. È la mancanza di dati utili.
I numeri ci sono, ma non rispondono alla domanda fondamentale: Quanti laureati magistrali infermieristici trovano effettivamente uno sbocco dirigenziale nel SSN? La risposta, oggi, è impossibile da ricavare. E questa impossibilità non sembra neutrale. Perché se incrociassimo i dati, scopriremmo qualcosa di scomodo:
- I laureati magistrali crescono lentamente ma costantemente;
- I posti dirigenziali restano fermi;
- La maggior parte dei dirigenti non ha una LM specifica;
- La LM non è requisito automatico per la dirigenza;
- Il SSN non programma fabbisogni dirigenziali infermieristici;
In altre parole: la filiera formativa produce titoli che il SSN non assorbe. Non è solo un problema di numeri: è un problema di architettura del sistema.
3. La diastasi strutturale: Università – SSN – Carriere
Questa distanza non è un incidente. È un modello.
3.1. L’Università forma titoli senza sbocchi proporzionati
La LM in Scienze Infermieristiche è presentata come titolo per:
- Funzioni avanzate
- Gestione
- Ricerca
- Insegnamento
- Dirigenza
Ma il mercato del lavoro reale offre:
- Pochissime posizioni dirigenziali
- Nessun ruolo clinico avanzato riconosciuto
- Nessuna progressione di carriera coerente con il titolo
- Concorsi che non richiedono la LM come requisito
Il risultato è un titolo accademico che non trova corrispondenza contrattuale né un ruolo riconosciuto nel SSN.
3.2. Il SSN non riconosce percorsi avanzati
Il SSN continua a funzionare con un modello organizzativo degli anni ’90:
- Poche posizioni apicali
- Nessun middle management infermieristico
- Ruoli avanzati non normati
- Organigrammi verticali e non multiprofessionali
La LM, in questo contesto, diventa un titolo “ornamentale”.
3.3. Le Aziende sanitarie mantengono un equilibrio che non vogliono modificare.
Senza dati chiari:
- Non devono giustificare l’assenza di posizioni dirigenziali infermieristiche
- Possono continuare a usare laureati magistrali come coordinatori “di fatto”
- Evitano di aprire concorsi costosi e potenzialmente conflittuali
- Mantengono un modello gerarchico che non prevede reale autonomia infermieristica
4. I rischi sistemici di questa opacità
4.1. Rischio per i professionisti
Questa incertezza, alimenta aspettative che non trovano riscontro:
- Investimenti formativi non ripagati
- Carriere bloccate
- Frustrazione crescente
- Fuga verso altri settori o all’estero
Quando il sistema formativo produce titoli che il mercato non assorbe, si genera inflazione di qualifiche e svalutazione professionale.
4.2. Rischio per il SSN
Un sistema che non misura non può programmare.
Senza dati:
- Non si pianificano fabbisogni
- Non si definiscono ruoli avanzati
- Non si costruisce una governance multiprofessionale
- Non si valorizza il capitale umano
4.3. Rischio per la credibilità istituzionale
Quando la distanza tra ciò che si promette e ciò che si realizza diventa troppo ampia, il sistema perde legittimità. E oggi quella distanza è evidente.
Conclusione
I dati ufficiali ci dicono quanti laureati magistrali esistono. Ci dicono quanti dirigenti delle professioni sanitarie ci sono. Ma la verità che i numeri non dicono — e forse non vogliono dirci — è quanti infermieri con LM trovano davvero un ruolo dirigenziale nel SSN. Questa opacità non è un dettaglio tecnico. È un problema politico, culturale e organizzativo. Il problema non è solo la mancanza di dati, ma la mancanza di un progetto professionale coerente.
Finché non verrà colmata la diastasi tra Università, SSN e mondo del lavoro, la formazione infermieristica avanzata resterà sospesa in un limbo: Ricca di titoli, povera di sbocchi. E un sistema che produce titoli senza ruoli è un sistema che genera aspettative senza futuro.
Approfondimenti
- FNOPI – Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche: Rapporto Professioni Infermieristiche 2025.
- Ministero della Salute – Direzione Generale del Personale, dell’Organizzazione e del Bilancio: Conto Annuale del Personale del SSN – Edizione 2022.
- MIUR – Ministero dell’Università e della Ricerca
- ISTAT – Istituto Nazionale di Statistica. Classificazione delle Professioni CP2011.
- ARAN – Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni
- Regioni e Province Autonome – Documenti di Programmazione Sanitaria
- Aziende Sanitarie Locali e Ospedaliere. Organigrammi e Atti Aziendali (pubblicati sui siti istituzionali).

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